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Punto di riordino: come calcolarlo e quando ordinare

Capita spesso la stessa scena: il magazzino è pieno di articoli che nessuno chiede e intanto manca proprio il codice che il cliente sta aspettando. Succede quando gli ordini di riacquisto partono a sensazione, oppure quando partono nel momento in cui qualcuno passa davanti allo scaffale e lo trova vuoto. A quel punto sei già […]

Capita spesso la stessa scena: il magazzino è pieno di articoli che nessuno chiede e intanto manca proprio il codice che il cliente sta aspettando. Succede quando gli ordini di riacquisto partono a sensazione, oppure quando partono nel momento in cui qualcuno passa davanti allo scaffale e lo trova vuoto. A quel punto sei già in ritardo di tutto il tempo di consegna del fornitore.

Il punto di riordino serve a togliere questa decisione dall’improvvisazione. È la soglia di giacenza che, una volta toccata, fa scattare un nuovo ordine al fornitore: una regola scritta una volta e poi applicata sempre allo stesso modo, articolo per articolo.

Che cos’è il punto di riordino

Il punto di riordino (in inglese reorder point) è la quantità di scorte oltre la quale conviene riordinare, per ricevere la merce prima che le giacenze si esauriscano. Risponde a una domanda sola: quando far partire l’ordine.

Il ragionamento sotto è semplice. Tra il momento in cui mandi l’ordine e il momento in cui la merce entra in magazzino passa del tempo, e in quel tempo continui a vendere o a consumare. La quantità che ti serve per coprire quell’attesa è il cuore del calcolo. A questa aggiungi un cuscinetto per gli imprevisti, la cosiddetta scorta di sicurezza.

La formula per calcolare il punto di riordino

La formula più usata nella gestione delle scorte, riportata anche nella guida di Mecalux sul punto di riordino, è questa:

Punto di riordino = scorta di sicurezza + (consumo medio × lead time del fornitore)

Tre variabili, tutte già presenti nei dati che la tua azienda registra ogni giorno.

Un esempio concreto

Prendiamo un articolo che consumi in media 500 pezzi al giorno lavorativo. Il fornitore consegna in 5 giorni e hai deciso di tenere 100 pezzi come scorta di sicurezza.

Punto di riordino = 100 + (500 × 5) = 2.600 pezzi.

Quando la giacenza scende a 2.600 pezzi, l’ordine parte. Nei 5 giorni di attesa consumi i 2.500 pezzi previsti e arrivi alla consegna con i 100 pezzi di sicurezza ancora intatti. Se il fornitore ritarda di un giorno, quei 100 pezzi ti coprono comunque una parte del buco.

Quanta scorta di sicurezza tenere

La scorta di sicurezza è la parte più delicata, perché è la più costosa. Ogni pezzo tenuto in magazzino per prudenza è denaro fermo, che non usi per altro. Alzarla troppo ti mette al riparo dalle rotture di stock e ti immobilizza liquidità, abbassarla libera cassa e ti espone al primo ritardo del fornitore.

Un criterio pratico è dimensionarla sulla variabilità che osservi davvero. Se il fornitore consegna sempre in 5 giorni, ti basta poco. Se oscilla tra 5 e 9 giorni, la scorta di sicurezza deve coprire almeno una parte di quei 4 giorni di differenza. Lo stesso vale sul lato domanda: un articolo con vendite regolari ha bisogno di meno cuscinetto di uno che si muove a picchi. Il legame con la liquidità è diretto, ed è lo stesso ragionamento che serve per prevedere i problemi di cassa prima che arrivino.

I tre dati che ti servono (e dove sono già)

La formula è facile. La parte faticosa è alimentarla con numeri veri, aggiornati e articolo per articolo. Ti servono:

  • Il consumo medio reale, calcolato sui movimenti di magazzino o sul venduto di un periodo abbastanza lungo da essere rappresentativo. Quello che esce dai dati storici, non quello che ricordi a occhio.
  • Il lead time effettivo del fornitore, cioè i giorni che passano davvero tra la data ordine e la data di arrivo merce. Spesso è diverso dal lead time scritto in anagrafica, che è quello promesso al momento della trattativa.
  • La giacenza attuale, comprensiva degli ordini già emessi e non ancora arrivati, altrimenti rischi di riordinare due volte lo stesso articolo.

Sono tutti dati che il gestionale conserva. La difficoltà sta nel tirarli fuori insieme: le date ordine stanno negli acquisti, gli arrivi nelle bolle di entrata, i consumi nei movimenti di magazzino. Metterli in relazione a mano, per centinaia di codici, è un lavoro da giornate intere di export ed estrazioni.

Perché il punto di riordino invecchia in fretta

Molte aziende il punto di riordino lo hanno calcolato, magari anni fa, e lo tengono scritto in un campo dell’anagrafica articolo. Poi la realtà si muove e quel numero resta fermo.

Un articolo che vendeva 500 pezzi al giorno oggi ne vende 800: la soglia vecchia ti fa ordinare troppo tardi. Un fornitore che consegnava in 5 giorni ora ne impiega 9: stessa conseguenza. Un prodotto in fine ciclo continua a essere riordinato su una soglia calcolata quando andava forte, e ti riempie il magazzino di merce che resterà lì.

Un punto di riordino utile va rivisto con una certa regolarità, soprattutto sugli articoli che pesano di più sul fatturato e sul valore di magazzino. Ed è qui che il calcolo periodico diventa un problema organizzativo: nessuno ha il tempo di rifare l’analisi su tutto il catalogo ogni trimestre.

Dal calcolo alla soglia che ti avvisa da sola

Il salto di qualità arriva quando smetti di controllare le giacenze e cominci a essere avvisato. La soglia c’è già, la giacenza è aggiornata nel gestionale: quello che manca è qualcosa che confronti i due numeri per te, tutti i giorni.

È il tipo di lavoro per cui è nato KyOne AI. Si collega ai dati del tuo gestionale, ERP, CRM o MES, e ti permette di fare domande in italiano, senza scrivere una riga di SQL. Puoi chiedere quanti giorni passano in media tra ordine e consegna per ciascun fornitore, oppure quali articoli sono sotto la soglia di riordino oggi, e ottenere la risposta in tabella con il commento di analisi e i grafici. Se l’analisi ti serve di continuo, la trasformi in un report da eseguire con un click e la fai partire in automatico ogni mattina, con i risultati che arrivano via email o in Excel.

Sul punto di riordino la funzione più utile è l’alert. Imposti la domanda una volta sola, ad esempio gli articoli con giacenza sotto la soglia, e ricevi la notifica soltanto quando la query restituisce qualcosa. Nelle giornate in cui tutto è a posto non ti arriva nulla, quindi la notifica che ricevi vuol dire davvero che c’è un articolo da ordinare.

Vale anche per le domande che nascono all’improvviso, quelle per cui nessuno ha mai preparato un tabulato: capita spesso di dover ottenere una risposta subito, quando il report non esiste ancora.

Da dove partire

Non serve rifare tutto il catalogo insieme. Un percorso realistico è questo:

  1. Parti dagli articoli che contano: quelli che pesano di più sul fatturato o sul valore immobilizzato in magazzino.
  2. Misura il lead time reale dei fornitori sui dati storici, invece di usare quello dichiarato in anagrafica.
  3. Calcola il consumo medio su un periodo rappresentativo, tenendo conto della stagionalità se il tuo settore ce l’ha.
  4. Applica la formula, scrivi la soglia e soprattutto decidi ogni quanto rivederla.

Con questi quattro passi il riordino smette di dipendere da chi passa davanti allo scaffale e diventa una regola che funziona anche quando la persona esperta è in ferie.

Vuoi vedere le tue soglie sui tuoi dati?

Se ti interessa capire come sarebbe interrogare il tuo magazzino in italiano e ricevere un avviso quando un articolo scende sotto il punto di riordino, il modo più veloce è vederlo sui dati della tua azienda. Richiedi una demo di KyOne AI e ti mostriamo come funziona sul tuo gestionale.

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