Il ciclo del circolante misura i giorni tra il pagamento dei fornitori e l’incasso dai clienti: ecco come calcolarlo con i dati del gestionale.
Il conto economico ti dice se guadagni. Il ciclo del circolante ti dice quando quel guadagno diventa denaro sul conto corrente. È la distanza, misurata in giorni, tra l’uscita di cassa per comprare o produrre e l’entrata di cassa quando il cliente ti paga.
La parte incoraggiante è che i dati per calcolarlo li hai già. Stanno nel gestionale, distribuiti tra fatture di vendita, fatture di acquisto e movimenti di magazzino. Serve solo metterli insieme nel modo giusto.
Il ciclo del circolante (in inglese cash conversion cycle) misura quanti giorni la tua azienda finanzia di tasca propria la propria attività. Prendi un caso tipico di una PMI manifatturiera: compri materia prima a gennaio e la paghi a 60 giorni, la lavori e la tieni a magazzino per qualche settimana, la vendi a marzo, e il cliente salda a 90 giorni. In mezzo c’è un periodo in cui hai già pagato i fornitori ma non hai ancora incassato. Quel periodo lo copri tu, con la liquidità in cassa o con la banca.
Il risultato è un numero unico, espresso in giorni, con una lettura immediata: più giorni significa più capitale immobilizzato nell’operatività quotidiana, meno giorni significa più respiro per investire, assumere o cogliere un’opportunità di acquisto.
Il ciclo del circolante è la somma di tre indicatori, tutti espressi in giorni.
Il DIO (Days Inventory Outstanding) indica quanti giorni in media una merce resta in magazzino prima di essere venduta.
DIO = (giacenza media di magazzino / costo del venduto) x 365
Se lavori su commessa e il magazzino pesa poco, questa componente sarà bassa. In un’azienda che produce a scorta, invece, è spesso la voce più pesante delle tre.
Il DSO (Days Sales Outstanding) è il numero medio di giorni che passano tra l’emissione della fattura e l’incasso.
DSO = (crediti verso clienti / fatturato) x 365
Attenzione a un dettaglio pratico: il DSO reale è quasi sempre più alto dei termini di pagamento scritti in offerta. Le condizioni contrattuali dicono cosa hai concordato, il DSO dice cosa succede davvero.
Il DPO (Days Payable Outstanding) misura i giorni medi che impieghi a saldare le fatture di acquisto.
DPO = (debiti verso fornitori / acquisti) x 365
È l’unica delle tre componenti che entra nella formula con il segno meno, perché il credito che ti concedono i fornitori finanzia una parte del ciclo al posto tuo.
Immagina un’azienda con DIO di 45 giorni, DSO di 75 giorni e DPO di 50 giorni:
Per settanta giorni quell’azienda mette liquidità propria nel ciclo operativo. Se fattura 6 milioni all’anno, sono circa 1,15 milioni di euro costantemente immobilizzati. Ridurre il ciclo di dieci giorni libera all’incirca 165.000 euro senza vendere un euro in più.
Il valore può anche essere negativo. Succede quando incassi prima di pagare i fornitori, tipicamente nel commercio al dettaglio: il cliente paga alla cassa, il fornitore viene saldato a 60 giorni. In quel caso è il ciclo operativo a finanziare l’azienda.
Due aziende con lo stesso fatturato e lo stesso margine possono avere una situazione di cassa completamente diversa, e la differenza sta quasi sempre qui. Un’impresa può trovarsi sopra il punto di pareggio, chiudere il bilancio in utile e avere comunque difficoltà a pagare gli stipendi a fine mese, perché l’utile è ancora fermo tra scorte e crediti da incassare.
Guardare il ciclo del circolante accanto al margine ti dà la fotografia completa: quanto guadagni e quanto in fretta quel guadagno torna disponibile.
Ogni componente ha una leva diversa, e conviene sapere quale conta di più nel tuo caso prima di intervenire.
Calcolare il ciclo del circolante una volta è alla portata di chiunque abbia mezz’ora e un foglio di calcolo. Il valore però arriva dalla serie storica: vedere il numero mese dopo mese, capire se sta salendo, distinguere una variazione stagionale da un peggioramento vero.
Qui il foglio di calcolo mostra i suoi limiti. Ogni mese servono tre estrazioni dal gestionale (crediti, debiti, giacenze), un ricalcolo, un aggiornamento del grafico. Sono quaranta minuti di lavoro ripetitivo che, quando la settimana è piena, saltano. E quando saltano per due mesi di fila, il numero smette di essere un indicatore e diventa un ricordo.
KyOne AI si collega direttamente ai dati del tuo gestionale (ERP, CRM, MES) e ti permette di interrogarli in italiano, senza scrivere SQL. Sul ciclo del circolante il flusso di lavoro diventa questo:
KyOne legge SQL Server, Oracle e AS400 / IBM DB2 for i, quindi nella maggior parte dei casi non serve spostare o duplicare i dati. Sul fronte del controllo, per generare la query all’AI serve solo la struttura del database, mentre l’esecuzione avviene in locale sul gestionale; per commenti e grafici i campi sensibili come ragioni sociali e nomi clienti possono essere sostituiti da alias prima dell’invio al modello, ed è supportato anche l’uso di modelli open source eseguiti su una macchina aziendale. Decidi tu cosa l’AI può vedere.
Calcola il tuo ciclo del circolante sull’ultimo esercizio chiuso, poi rifallo mese per mese sugli ultimi dodici mesi. Già solo la curva ti dirà molto: se sale mentre il fatturato è stabile, hai capitale che si sta accumulando in magazzino o nei crediti, e sai esattamente dove andare a guardare.
Se vuoi vedere come sarebbe avere DIO, DSO e DPO aggiornati ogni mese senza estrazioni manuali, partendo dai dati che hai già nel gestionale, richiedi una demo di KyOne AI: ti mostriamo il calcolo sui tuoi dati reali.